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IL MERCATO AL TEMPO DEI SOCIAL NETWORK

Com’è cambiato il mercato al tempo dei social network? Come deve comportarsi un’azienda rispetto al web 2.0? Cosa dovrebbe essere il marketing sui social network?

Solo a partire da una riflessione su cos’è il mercato nell’era dei social network, possiamo capire come si fa social media marketing nel modo giusto. Questo è il presupposto di quest’articolo, che non vuole essere una guida pratica al social media marketing (come molti dei post di questo blog), ma intende fornire quell’indispensabile consapevolezza teorica per poter attuare o valutare ogni azione di web marketing al tempo dei social network.

I mercati sono conversazioni” recitava già nell’ormai lontano 2001 la prima delle 95 tesi del Clustrain Manifesto, ma pare che numerose aziende, ancora oggi, faticano a trarne le dovute conseguenze.

Le reti sociali si adattano ai cambiamenti molto più velocemente della maggior parte delle aziende, cosicché, se queste ultime non sono in grado di entrare nelle relazioni comunicative tra le persone online, sono destinate all’emarginazione.

Le piattaforme web based come i social network, permettono agli utenti di aggregare e condividere tra loro una quantità di informazioni prima inconcepibile, dando vita ad una intelligenza collettiva fatta di link, che come le sinapsi, connettono le diverse cellule del cibionte,  ovvero un organismo non solo biologico, ma anche meccanico ed elettronico: una simbiosi dell’uomo con i computer.

La nostra vita non si divide più tra online e offline ma ormai siamo costantemente connessi: viviamo nell’infosfera, costituita dalla globalità dello spazio delle informazioni composto dai dati, dai sistemi (umani e non) in grado di interagire con essi e da tutte le operazioni che questi posso compiere.

Ci troviamo allora immersi in un immenso flusso comunicativo fatto di immagini, video e testi che il marketer deve saper ascoltare, prevedere e indirizzare. Inoltre, tali relazioni comunicative producono a loro volta enormi quantità di dati, utili a profilare le persone a seconda dei loro gusti e comportamenti reali.

L’esperto di comunicazione scopre e crea nuovi formati, è connesso con gli opinion leader di tutto il mondo e segue la diffusione sociale delle tendenze da loro innescate. Egli dovrebbe aiutare le aziende a sintonizzarsi sugli scenari futuri, prevedendo con quali nuovi mezzi e contenuti promuovere i loro prodotti. Dovrebbe inoltre essere un data analyst, per saper leggere nei report statistici (come quelli prodotti da Google Analytic, Search Console o Facebook Insight per citare solo i più noti), conoscere i propri interlocutori privilegiati e calibrare su di loro il suo messaggio.

Se  il mercato è l‘insieme della domanda e dell’offerta, cioè degli acquirenti e dei venditori, il mercato al tempo dei social network è il risultato della somma delle relazioni che coinvolgono costantemente tutti gli attori sociali. Non bisogna pretendere di bersagliare il proprio target con della semplice pubblicità ma bisogna instaurare delle relazioni.

Il marketer deve essere un sociologo, un esperto di media, di comunicazione e di analisi statistica, perché il marketing al tempo dei social deve essere una relazione sociale e una conversazione consapevole delle caratteristiche del mezzo di comunicazione e dei gusti del proprio interlocutore.

Per concludere possiamo dire che il mercato nell’era dei social network è diventato qualcosa di più complesso rispetto a quanto non lo fosse già in passato. E proprio in virtù di questa sua complessità, fatta di relazioni e scambi di informazioni, le aziende, anche piccole, devono affidarsi a dei professionisti per inserirsi adeguatamente nelle conversazioni online, sfruttandone tutte le potenzialità.

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