minori su facebook

MULTA PER CHI POSTA FOTO DI MINORI SUI SOCIAL

Se si pubblicano foto dei figli minorenni sui social network si rischia di doverle cancellare e di dover pagare delle sanzioni.

Va bene, i social network hanno cambiato per sempre la nostra idea di privacy ma c’è una categoria, quella dei minori, che va tutelata per via legale, dall’abuso che si può fare su queste piattaforme della loro immagine.

Sembra essere questa la direzione intrapresa dalla giurisprudenza -non solo italiana.

Sono state già diverse le sentenze che hanno comminato pene pecuniarie e l’obbligo di rimuovere le foto di minori postate da genitori incauti che amavano documentare minuziosamente le giornate dei figli, magari nel contesto di un divorzio dal proprio partner.

Tra le prime storiche sentenze, c’è stata quella del Tribunale di Livorno del 2013, che obbligò alla cancellazione delle foto di una minore.

Più recente (settembre 2017) è la sentenza del Tribunale di Mantova, che ha commimato la rimozione delle foto di due bambini, nell’ambito di un processo nel quale si dibatteva del loro affidamento condiviso tra gli ex coniugi. In questo caso, il tribunale ha motivato la sentenza, tra le altre cose, anche col fatto che, per postare le foto dei figli, occorre il consenso di entrambi i coniugi.

Il 23 dicembre, anche il Tribunale di Roma, ha adottato una serie di provvedimenti a tutela di un ragazzo minorenne, vittima della condotta lesiva per la sua immagine, poste in essere dalla madre. Sino all’esito del giudizio di separazione, il tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale delle parti, nominando un tutore provvisorio. Contestualmente il tribunale ha ordinato alla madre del ragazzo di interrompere la sua abituale pubblicazione sui social network di contenuti relativi alle vicende che coinvolgono il figlio, nonché di rimuovere quanto aveva già pubblicato in precedenza; pena il pagamento di una somma in denaro in favore del figlio.

Anche se non vi sono leggi specifiche per i contenuti pubblicati sui social network, sono diverse le norme giuridiche cui si può fare riferimento in questi casi: il testo unico sulla privacy, che all’articolo 23 prevede il trattamento dei dati personali col solo consenso dell’interessato; l’articolo 16 della Convenzione sui diritti del fanciullo di New York del 1989; il codice civile in materia di immagine, cura ed educazione dei figli; La legge sulla protezione del diritto d’autore, per la quale “il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa”, salvo che la riproduzione dell’immagine sia giustificata dalla notorietà, dall’ufficio pubblico ricoperto o da particolari necessità scientifiche, culturali o di sicurezza, o salvo ancora che la riproduzione sia collegata ad avvenimenti di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

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